la cucina vista da me

La cucina vista da me

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Fino a pochi anni fa, la mi abilità in cucina non si era mai spinta oltre la preparazione di un panino al tonno o di un paio di patate lesse in accompagnamento a un formaggio morbido. E, naturalmente, pasta da condire con olio e parmigiano, oppure olio e pepe.
Spaghetti aglio, olio e peperoncino erano completamente fuori portata.

Perché cucinare

Improvvisamente, con l'arrivo della pensione, mia moglie ed io ci siano ritrovati con la necessità di allestire non solo la cena, ma anche il pranzo per due esigenze distinte: salutista e leggero lei, con l'indispensabile carboidrato io.
Il Covid 19 e il conseguente lock down mi hanno regalato poi tanto tempo da spendere in casa e il coraggio di chiederle delle lezioni su come muoversi in cucina.

Le aspirazione di un neo-cuoco

Lungi da me immaginare di poter anche solo avvicinare la sua bravura ai fornelli: mi mancano sensibilità, organizzazione, abilità ed esperienza.
Però potevo aspirare a realizzare in modo commestibile delle versioni base di un numero discreto di primi, mi sono detto. In fondo sarei stato il solo a gustare il risultato; fosse risultato discutibile, sarebbe bastato deglutire e metabolizzare gli errori.

Com'è andata

Non ne ho commessi neanche troppi di errori, devo dire. Un mio classico: dimenticare di salare la pasta. Dopo un paio d'anni di esperienza posso invece affermare con orgoglio di essere in grado di produrre dei primi perfettamente commestibili, che lei stessa ha definito mangiabili.

Il culmine della carriera è stato la cena della vigilia del Natale del 2021, quando lei mi ha lasciato spazio per cucinare un primo di pesce, linguine con sugo di gallinella.
Probabile che mi sia guadagnato la scena grazie alla pazienza nello spinare questo gustosissimo e nutriente pesce, ma il risultato è stato apprezzato dai commensali (lei, figlia, genero, nipotina).

L'approccio da ingegnere

Il mio approccio in cucina risente della mia formazione culturale. In mancanza di sensibilità e fantasia, la check list è rigida:

  • scelgo un piatto da realizzare (esempio: pasta e fagioli);
  • seleziono almeno tre versioni della ricetta dal web;
  • lascio gli elementi comuni alle ricette, sfrondando gli elementi singolari di ciascuna ricetta;
  • correggo ingredienti e quantità in modo da abbassare l'impatto glicemico, vista la mia condizione di diabetico di tipo 2;
  • sottopongo la ricetta a lei, e ne recepisco i feedback;
  • provo;
  • quando necessario, correggo per poi archiviare la nuova ricetta come approved.

È bene ricordare che il mio obiettivo è realizzare un piatto con un gusto gradevole, non è raggiungere la finale di MasterChef.

La ricetta stabilizzata viene inserita nella mia base dati Obsidian, da dove è poi possibile tirarla fuori quando serve.

Nella prima fase mi sono concentrato sui primi, semplicemente perché l'obiettivo era il pranzo e poi perché ritengo i secondi molto più complessi da realizzare. Non è detto, però, che prima o poi non provi a realizzare qualcosa.
I dolci, invece, sono terra assoluta di dominio di lei, non ha proprio senso provarci, vista anche la mia lotta perenne con la glicemia. Ma, anche qui, mai dire mai.


Le mie ricette sono qui.


Il template ricette per Obsidian

Le mie ricette hanno ovviamente un template su Obsidian:

Template Obsidian di una ricetta

Per particolari piatti a cui non rinuncerei, come pasta e patate, gli ingredienti sono descritti in due versioni: quella full e quella a moderato contenuto glicemico (hint: c'è molto meno patata). Il gusto ne risente un pochino, ma è sempre meglio di una rinuncia o, al contrario, di una botta glicemica.

La foto di apertura del post è di Kai Reschke da Pixabay

Pasquale

Dopo innumerevoli anni da informatico, tra Ivrea e Milano, finalmente a riposo sulle rive del lago di Lecco. Scrivimi a: 70plus@libero.it